Che devono essere desiderate
manifesto, 2026  





Affrontando l’idea dello sconfinamento come pratica spaziale, temporale e di genere, questo lavoro riattiva storie di eccedenza alle norme sociali,
dal Sud al Nord Italia, dagli anni ’90 al presente.

Collocati in uno spazio digitale che evoca archivi, ritrorvamenti e rimaneggiamenti contemporanei, frammenti visivi fanno eco al simbolo
delle Desiderandae, primo gruppo lesbico separatista pugliese, suggerendo la rilevanza di storie ed esperienze passate per ridisegnare civiltà future.

Linee fluide attraversano superfici nere come tracce affioranti da un tempo profondo, proiettando nel futuro la forza generativa di memorie
marginali e desideri collettivi.