- the radiant ancient Venus, from the white foam of the sea, has retired into the depths of a cave, 2023
- Alibi (I - VI), 2023
- From a Distant Proximity, 2019
- Sperella, 2022
- Tiepido, 2022
- SAREI, 2021
- Trust Me With Your Full Weight, 2020
-
En Apesanteur / En Apesanteur_Touchée, 2019
- Sandokan, 2024
- Prima di addormentarmi, 2024
- Epoché (Between Us), 2019
- Phantasma, 2019
- Life is Wet, 2019
-
D’acqua, 2020
- at a proximateDISTANCE, 2021
-
Two
Ways Ereasure, 2018
- Entangled, 2019
- Nocturnal Musings on One’s Self, 2019
- Disinfecting Capitalism, 2020
- Here with Me (Escape Attempts), 2020
©2024 Mag-Exs
Here with Me (Escape Attempts)
Bari, 2020
Foto di documentazione di proiezioni site-specific
Allo scoppiare della crisi da coronavirus in Italia, ho deciso che non sarei mai uscita di casa fino al suo termine. L’ho scelto non tanto per essere una cittadina modello quanto per usare quest’occasione per esplorare, vivendole, le dinamiche e le implicazioni dell’isolamento. Mi è sembrato terreno inesplorato fertile per la mia ricerca, che si focalizza su (inter)soggettività e (auto)percezione.
Here with me è la documentazione fotografica di un’esplorazione site-specific condotta tra le mura di casa il quarantesimo giorno di questo periodo. Ho proiettato tra spazi domestici le diapositive di un archivio di famiglia da poco ritrovato, nel quale la nostra storia familiare si intreccia a quelle di persone che io ho solo superficialmente, o mai, conosciuto. Ho intrapreso questa sperimentazione credendo di voler cercare, nell’archivio e nella stratificazione, degli strumenti di evasione spazio-temporali, ma mi sono presto resa conto di aver in realtà cercato delle forme di relazione.
Riflettendo contestualmente sulla fenomenologia di Merleau-Ponty, ho capito che il mio maldestro tentativo di proiettarmi -proiettando- fuori dalle mura di casa, era in realtà un gesto fortemente situato nella mia identità e nella mia storia famigliare. Ad essere messe in gioco non erano datate fotografie, ma le mie reazioni emotive e cognitive rispetto allo spazio circostante, che non solo ospita me e la mia famiglia, ma che incarna il nostro vissuto. La mia operazione non ha solo reso visibile -nella forma di proiezioni luminose- il mio desiderio e la mia immaginazione: ha anche reificato, seppur in un tempo effimero, il non-visibile che fa parte di ciò che chiamiamo casa; mi ha ricordato, con luce e silenzio, che per fare salti nello spazio e nel tempo non è necessario lo schermo di un cellulare, ma la voglia di percepire diversamente le cose.
Gallery di foto di documentazione di proiezioni site-specific
Gallery di foto di documentazione di proiezioni site-specific
Foto di documentazione di proiezioni site-specific